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Fibromialgia

Il dolore della fibromialgia è reale, anche quando gli esami non mostrano nulla: comprenderlo come un'amplificazione del modo in cui il sistema nervoso elabora il dolore è il primo passo per uscire dall'equivoco che sia “solo nella testa”.

Cos'è la Fibromialgia

La fibromialgia è una condizione di dolore muscoloscheletrico diffuso e persistente, che si accompagna a stanchezza, sonno non ristoratore, difficoltà di concentrazione e memoria — la cosiddetta fibro-fog — e a un'aumentata sensibilità a diversi stimoli. Non è una malattia infiammatoria né una patologia degenerativa delle articolazioni, e questo spiega perché gli esami di routine risultino spesso normali.

Il meccanismo centrale è un'alterazione del modo in cui il sistema nervoso elabora il dolore, un fenomeno noto come sensibilizzazione centrale: il “volume” del dolore è alzato, e stimoli normalmente non dolorosi vengono percepiti come tali. È un punto che merita di essere detto con chiarezza, perché ne discende la conseguenza più importante: il dolore è reale e ha basi neurofisiologiche, anche in assenza di un danno visibile ai test.

Non è 'solo nella testa'

Chi soffre di fibromialgia affronta spesso, prima ancora del dolore, lo scetticismo: anni di accertamenti negativi che alimentano l'idea che il problema sia psicologico o immaginario. È un fraintendimento che fa danni. I fattori psicologici, come lo stress o un disturbo del sonno, possono influenzare l'andamento dei sintomi — esattamente come accade in molte altre malattie croniche — ma non ne sono la causa. Riconoscere la fibromialgia come una reale condizione di elaborazione alterata del dolore è ciò che permette di smettere di cercare conferme negli esami e di iniziare un percorso che funziona.

Come si manifesta

Il quadro tipico unisce un dolore diffuso, presente da mesi in più sedi del corpo, a una stanchezza persistente e a un sonno che non ristora. Si aggiungono di frequente le difficoltà cognitive della fibro-fog, una maggiore sensibilità a tatto, rumore e temperatura, e l'associazione con cefalea, disturbi intestinali e alterazioni del tono dell'umore. È questa combinazione, più del singolo sintomo, a orientare la diagnosi, che resta clinica e si pone dopo aver escluso altre condizioni.

Quando considerare una valutazione specialistica

Un dolore diffuso che persiste da mesi senza una causa strutturale che lo spieghi, soprattutto se associato a stanchezza, disturbi del sonno e sintomi cognitivi, merita un inquadramento dedicato — a maggior ragione se i trattamenti già provati non hanno dato beneficio. Spesso ciò di cui si ha più bisogno, a quel punto, è un quadro chiaro e un percorso strutturato, dopo un itinerario fatto di risposte parziali.

Cosa può offrire la terapia del dolore

Qui va detto con onestà: l'obiettivo non è eliminare la fibromialgia con una singola cura, perché una cura unica non esiste. L'obiettivo è costruire un percorso realistico e integrato che riduca l'impatto dei sintomi e migliori la qualità di vita. Gli elementi con le evidenze migliori non sono prima di tutto farmacologici: contano l'educazione e la comprensione della condizione, un esercizio fisico graduale e adattato — componente centrale e non opzionale — e la cura del sonno e dello stress. La terapia farmacologica mirata ha un ruolo nei casi indicati, all'interno di un approccio multidisciplinare e centrato sulla persona. Proprio per questo è bene diffidare di chi presenta trattamenti come risolutivi: nella fibromialgia la gestione efficace è multimodale e personalizzata.

F.A.Q.

La Fibromialgia è 'psicologica'?

No. Il dolore è reale e ha basi neurofisiologiche, legate alla sensibilizzazione centrale. I fattori psicologici possono influenzarne l'andamento, come in molte condizioni croniche, ma non ne sono la causa.

Se gli esami sono normali perchè ho male?

Perché la fibromialgia non si vede negli esami di routine: il problema non è un danno dei tessuti, ma il modo in cui il sistema nervoso elabora e amplifica il dolore. Esami normali non significano dolore inesistente.

Esiste una cura definitiva?

Non una cura unica. Esistono però strategie efficaci e integrate — a partire da esercizio, sonno ed educazione — che possono ridurre i sintomi e migliorare la qualità di vita.

Contenuto redatto dal Dr. Emanuele Piraccini, Direttore U.O. Terapia del Dolore, Ospedale Bellaria — AUSL Bologna.

Intendere la fibromialgia come una condizione di sensibilizzazione centrale spiega due cose insieme: perché il dolore sia autentico pur senza danno tissutale, e perché la gestione più efficace non sia anzitutto farmacologica, ma un percorso multimodale che integri esercizio graduale, sonno, educazione e, quando indicato, terapia mirata.

DR. EMANUELE PIRACCINI

Iscritto all'ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Bologna nr. 19133

-Direttore Unità Operativa Terapia del Dolore Ospedale Bellaria AUSL Bologna

-Vice Presidente WIP Italia

SEDE VISITE

Ospedale Bellaria, viale Altura 3, Bologna

PRENOTAZIONI

Tel. 0514206216

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