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Artrosi: dolore articolare cronico

Nell'artrosi il punto non è quanto mostra la radiografia, ma quanto l'articolazione fa male e quanto limita la vita: due piani che non sempre coincidono, e che una valutazione clinica serve a mettere in relazione.

Cos'è l'artrosi

L'artrosi è una condizione in cui la cartilagine articolare si assottiglia e si modifica progressivamente, alterando nel tempo l'equilibrio dell'intera articolazione. Non riguarda però la sola cartilagine: coinvolge anche l'osso sottostante, la membrana sinoviale, i legamenti e la muscolatura circostante, che partecipano tutti al quadro doloroso.

L'aspetto più importante da chiarire è che il grado di artrosi visibile alle immagini non corrisponde all'intensità del dolore. Esistono persone con quadri radiologici avanzati e pochi disturbi, e altre con alterazioni modeste ma dolore rilevante. È un punto decisivo, perché spesso la decisione terapeutica viene fatta ruotare attorno alla radiografia, mentre ciò che conta clinicamente è il dolore della persona e la funzione che ha perso. Per questo la valutazione parte dall'esame clinico, e le immagini lo integrano senza sostituirlo.

Le articolazioni più colpite

  • Ginocchio (gonartrosi): con dolore al carico, alla salita e discesa delle scale, rigidità dopo il riposo.

  • Anca (coxartrosi): dolore spesso riferito all'inguine o alla coscia, con riduzione progressiva della capacità di camminare.

  • Spalla: dolore al movimento e nelle attività sopra la testa, talvolta associato a patologia della cuffia dei rotatori.

  • Articolazioni della colonna (faccette articolari): fonte frequente di dolore lombare o cervicale persistente.

  • Mani: interessamento delle piccole articolazioni, con dolore e rigidità.

Come si manifesta

Il dolore artrosico è tipicamente meccanico: peggiora con l'uso dell'articolazione e migliora con il riposo, almeno nelle fasi iniziali. Con il tempo possono comparire una rigidità mattutina di breve durata, una riduzione progressiva del movimento e fasi di infiammazione con gonfiore e dolore anche a riposo. È proprio quando il dolore comincia a presentarsi di notte o in assenza di carico che il quadro merita di essere rivalutato con attenzione.

Quando considerare una valutazione specialistica

Più che a una lista di campanelli d'allarme, conviene pensare a una soglia: quando il dolore articolare dura ormai da settimane o mesi, non risponde più ai farmaci e alle terapie già provate, e inizia a togliere autonomia, nel cammino, nel sonno, nelle attività quotidiane, la valutazione specialistica diventa utile. Un motivo frequente per richiederla è anche il desiderio di esplorare alternative alla protesi, o di rimandarla quando non è ancora il momento giusto per operarsi.

Cosa può offrire la terapia del dolore

L'obiettivo non è sostituire l'ortopedico, ma intervenire sul dolore quando le terapie convenzionali non bastano, o quando la chirurgia non è indicata, non è desiderata o va posticipata. A seconda della sede e della fase della malattia, il percorso può combinare terapia farmacologica mirata, infiltrazioni eco-guidate (acido ialuronico o corticosteroidi nei casi appropriati), procedure mini-invasive sulle strutture responsabili del dolore, radiofrequenza dei nervi articolari in casi selezionati — ginocchio, anca, faccette vertebrali — e un programma di esercizio terapeutico, che resta una componente di fondo e non un complemento accessorio.

F.A.Q.

L'artrosi si può guarire?

L'artrosi è una condizione cronica e non reversibile, ma il dolore e la limitazione funzionale possono essere gestiti efficacemente. L'obiettivo è ridurre i sintomi e mantenere il più a lungo possibile la funzione dell'articolazione.

Se la radiografia mostra un'artrosi grave, devo preoccuparmi?

Non necessariamente. Il quadro radiologico non predice da solo né il dolore né l'evoluzione. Conta come stai e cosa riesci a fare: è da lì che parte la valutazione.

Devo per forza operarmi?


No. La protesi articolare è indicata in casi selezionati e in fasi avanzate. In molte situazioni il dolore può essere gestito con trattamenti conservativi o mini-invasivi, anche per rinviare o evitare la chirurgia.

Contenuto redatto dal Dr. Emanuele Piraccini, Direttore U.O. Terapia del Dolore, Ospedale Bellaria — AUSL Bologna.

Trattare l'artrosi significa agire su un equilibrio fatto di alterazioni strutturali, infiammazione e sensibilizzazione del sistema nervoso: per questo la scelta tra terapia farmacologica, infiltrazione eco-guidata o procedura interventistica dipende dal dolore reale e dalla funzione della persona, non dalla sola gravità dell'immagine.

DR. EMANUELE PIRACCINI

Iscritto all'ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Bologna nr. 19133

-Direttore Unità Operativa Terapia del Dolore Ospedale Bellaria AUSL Bologna

-Vice Presidente WIP Italia

SEDE VISITE

Ospedale Bellaria, viale Altura 3, Bologna

PRENOTAZIONI

Tel. 0514206216

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