Lombalgia, sciatalgia ed ernia del disco
Nella maggior parte dei casi il mal di schiena non corrisponde a ciò che si vede in risonanza: distinguere il dolore lombare semplice dal dolore che si irradia lungo un nervo è il primo passo per non curare l'immagine al posto della persona.
Cos'è la lombalgia
La lombalgia è il dolore localizzato nella parte bassa della schiena; può essere acuta, subacuta o persistente. Nella maggior parte dei casi è legata a un sovraccarico funzionale, alla degenerazione dei dischi intervertebrali o all'artrosi delle articolazioni posteriori della colonna. Il punto da chiarire subito è che la presenza di alterazioni alla risonanza magnetica non significa automaticamente che il dolore dipenda da quelle immagini: alterazioni anche marcate possono essere del tutto silenti, e per questo la valutazione parte sempre dalla clinica e usa le immagini per integrarla, non per sostituirla.
Sciatalgia
La sciatalgia è un dolore che si irradia dalla regione lombare lungo la gamba, seguendo il decorso del nervo sciatico. Può accompagnarsi a formicolio, bruciore, sensazione di scossa elettrica o riduzione della forza, ed è in genere legata alla compressione o all'irritazione di una radice nervosa lombare. È proprio l'irradiazione lungo l'arto a segnalare che, accanto alla componente meccanica, è coinvolto un nervo: una distinzione che cambia il trattamento.
Ernia del disco
L'ernia del disco è la fuoriuscita di una parte del disco intervertebrale, che può entrare in contatto con una radice nervosa. Non tutte le ernie provocano dolore: molte sono reperti radiologici asintomatici, riscontrati per caso. Un'ernia diventa clinicamente rilevante quando determina infiammazione o compressione di un nervo, con dolore irradiato, alterazioni della sensibilità o riduzione della forza. Anche qui vale il principio di fondo: è il quadro clinico, non la sola immagine, a stabilire se e quanto quell'ernia conti.
Quando considerare una valutazione specialistica
La valutazione specialistica diventa utile quando il dolore dura ormai da oltre quattro-sei settimane, quando si irradia alla gamba, quando i farmaci non bastano più, quando compaiono formicolii o una riduzione della forza, o quando il dolore limita il lavoro, il sonno e le attività. Il suo valore sta nel mettere in relazione sintomi, esame clinico e referti strumentali: è questo a evitare trattamenti generici o non mirati e a distinguere il dolore lombare semplice da quello in cui è coinvolta una radice nervosa.
Cosa può offrire la terapia del dolore
Quando la sola immagine radiologica non basta a spiegare il dolore, ed è la regola più che l'eccezione, la terapia del dolore interviene correlando il quadro clinico al meccanismo che sostiene il sintomo. A seconda della situazione il percorso può combinare una terapia farmacologica mirata, infiltrazioni eco-guidate o radioguidate, procedure mini-invasive sulle strutture responsabili del dolore, la radiofrequenza nei casi selezionati e la neuromodulazione nei quadri persistenti. La scelta non è standard: dipende dal fatto che prevalga una componente meccanica, radicolare o centrale, ed è questa distinzione a orientare il trattamento.
F.A.Q.
La risonanza magnetica è sempre necessaria?
No. In molti casi la diagnosi è clinica. La risonanza è indicata quando il dolore persiste, si irradia alla gamba o sono presenti segni neurologici.
Un’ernia del disco deve essere sempre operata?
No. Molte ernie migliorano con terapia conservativa o interventi mini-invasivi. La chirurgia è indicata solo in casi selezionati.
Le infiltrazioni sono dolorose o rischiose?
Quando eseguite con guida ecografica o radiologica, sono procedure mirate e generalmente ben tollerate.
Contenuto redatto dal Dr. Emanuele Piraccini, Direttore U.O. Terapia del Dolore, Ospedale Bellaria — AUSL Bologna.
La lombalgia cronica, la sciatalgia e il dolore da ernia discale richiedono una distinzione precisa tra componente nocicettiva, radicolare e centrale: poiché ciò che si vede in risonanza non coincide con ciò che fa male, la scelta del trattamento, farmacologico, infiltrativo o interventistico — dipende dall'inquadramento clinico e dall'evoluzione del quadro, non dalla sola immagine.
