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Stato della normativa italiana sulla cannabis

Immagine del redattore: Dr. Emanuele Piraccini
Dr. Emanuele Piraccini
1 ago
Tempo di lettura: 4 min

Ultimo aggiornamento: 31 luglio 2026


Alla data indicata in testa, in Italia l’uso della cannabis a scopo medico resta disciplinato in via amministrativa dal decreto ministeriale del 2015, tuttora vigente e oggetto di un percorso di aggiornamento non ancora concluso. I due fronti aperti che incidono più da vicino su chi segue una terapia sono la guida, dopo la riforma dell’articolo 187 del Codice della Strada e la sentenza della Corte costituzionale n. 10/2026, e la disciplina della canapa industriale a basso contenuto di THC (la cosiddetta «cannabis light»), su cui pendono un rinvio del Consiglio di Stato alla Corte di giustizia dell’Unione europea e una questione di legittimità costituzionale.

Questa pagina segue lo stato dei principali procedimenti normativi e giurisdizionali italiani che incidono sul regime della pianta di cannabis sativa e dei suoi derivati.

Per ciascun procedimento sono indicati l’oggetto, lo stato al momento dell’aggiornamento e l’ultima data nota, senza commenti né previsioni.


Cannabis e guida — articolo 187 del Codice della Strada e sentenza della Corte costituzionale n. 10/2026

La legge 25 novembre 2024, n. 177 (riforma del Codice della Strada), in vigore dal 14 dicembre 2024, ha modificato l’articolo 187 eliminando il riferimento allo «stato di alterazione psico-fisica»: la norma punisce ora la guida «dopo aver assunto» sostanze stupefacenti o psicotrope, senza che occorra dimostrare un’alterazione in atto. La modifica ha sollevato preoccupazione per chi assume cannabis a uso medico e altri farmaci a lunga persistenza, poiché la positività a un test può condurre al ritiro cautelare della patente e a un procedimento penale. Con la sentenza n. 10/2026, depositata il 29 gennaio 2026, la Corte costituzionale ha dichiarato non fondate le questioni sollevate da tre giudici di merito, ritenendo la norma legittima a condizione che sia interpretata secondo i principi di offensività e proporzionalità: è punibile soltanto chi si ponga alla guida in condizioni idonee a creare un pericolo concreto per la sicurezza della circolazione, e la presenza della sostanza deve essere tale, per quantità e qualità, da alterare la capacità di guida di un assuntore medio. Sul piano pratico restano articolate la fase di accertamento su strada e la valutazione dell’idoneità presso le Commissioni Mediche Locali.

Ultima data nota: 29 gennaio 2026 (deposito della sentenza; pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del 4 febbraio 2026).


Cannabis a uso medico — decreto ministeriale 9 novembre 2015 e suo aggiornamento

In Italia l’impiego della cannabis a uso medico è disciplinato in via amministrativa dal decreto ministeriale 9 novembre 2015 (il cosiddetto «decreto Lorenzin») e dal relativo allegato tecnico, che definiscono le funzioni dell’Organismo statale per la cannabis, gli impieghi ammessi, la prescrizione di preparazioni magistrali e la produzione nazionale affidata allo Stabilimento chimico farmaceutico militare di Firenze. Dal 2025 il Ministero della Salute ha avviato un percorso di aggiornamento di tale decreto, in raccordo con le Regioni, l’Istituto superiore di sanità e lo Stabilimento militare, orientato soprattutto agli aspetti di fabbisogno, produzione e rimborsabilità; alla data indicata in testa a questa pagina il percorso risultava in corso, senza esiti normativi definitivi. Sul piano parlamentare non risulta attualmente in esame un provvedimento di riforma approvato: la proposta di legge sull’uso medico approvata dalla Camera dei deputati nel 2017 decadde con la fine della legislatura.

Ultima data nota: dicembre 2025 (ultimo stato noto del percorso di aggiornamento); quadro di riferimento tuttora costituito dal decreto ministeriale 9 novembre 2015.


Canapa industriale e «cannabis light» — articolo 18 del decreto-legge 48/2025 e procedimenti pendenti

L’articolo 18 del decreto-legge 11 aprile 2025, n. 48 (cosiddetto «decreto sicurezza»), convertito con modificazioni dalla legge 9 giugno 2025, n. 80, è in vigore: vieta, con rilevanza penale, l’importazione, la lavorazione, la detenzione, il commercio, il trasporto e la vendita delle infiorescenze di canapa e dei loro derivati, anche quando il contenuto di THC rientra nei limiti della legge 2 dicembre 2016, n. 242. La disposizione è oggi al centro di due procedimenti. Con le ordinanze n. 8813 dell’11 novembre e n. 8839 del 12 novembre 2025, la Sesta Sezione del Consiglio di Stato ha sospeso il giudizio e rimesso alla Corte di giustizia dell’Unione europea la compatibilità con il diritto dell’Unione del divieto italiano di uso e commercializzazione di foglie, infiorescenze, oli e resine di cannabis sativa a basso contenuto di THC provenienti da varietà certificate, chiamando in causa anche il testo unico stupefacenti (DPR 309/1990) e la legge 242/2016. In parallelo, il giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Brindisi, in un procedimento penale relativo a un sequestro di infiorescenze, ha sollevato questione di legittimità costituzionale del medesimo articolo 18, censurandone tra l’altro i presupposti di straordinaria necessità e urgenza e il principio di offensività. Entrambe le sedi — Corte di giustizia dell’Unione europea e Corte costituzionale — non si sono ancora pronunciate.

Ultima data nota: 1° dicembre 2025 (rinvio del Consiglio di Stato); dicembre 2025 (tribunale di Brindisi); conversione in legge, 9 giugno 2025.


Questa pagina ha finalità esclusivamente informativa sullo stato del diritto e non sostituisce il parere di un medico né una consulenza legale.


A cura di Emanuele Piraccini, responsabile dell’Unità di Terapia del Dolore dell’Ospedale Bellaria di Bologna.

 
 
 

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DR. EMANUELE PIRACCINI

Iscritto all'ordine dei medici chirurghi e odontoiatri di Bologna nr. 19133

-Responsabile Unità Operativa Terapia del Dolore Ospedale Bellaria AUSL Bologna

-Vice Presidente WIP Italia

SEDE E CONTATTI

Ospedale Bellaria, viale Altura 3, Bologna

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